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I’m Nature but I forgot it

 

 

“I am nature. I’m alive. Alive, breath, reside. I eat, I build, I destroy. I am the worst living thing in the world. I do not care what or who I have in front of me. Nature does not belong to me, God is dead, I’m destroying the rest. I am nature but I forgot it.”

“Io sono natura, io sono vivo. Vivo, respiro, abito, mangio, costrui- sco, distruggo. Sono l’essere vivente peggiore al mondo. Non mi interessa ciò o chi ho davanti a me, la natura non mi appartiene, Dio è morto, il resto lo sto distruggendo io. Io sono natura ma l’ho dimenticato.”

I'm nature camera 237 Matera 2019 Angelo Gallo Lucy Mey Oreste Montebello Marilena Morabito

 

Siamo confinati in un mondo effimero e malvagio che noi stessi abbiamo e stiamo costruendo nel tentativo di plasmarlo con la cieca convinzione di un’evoluzione che non mantiene né rispetta il rapporto con la natura, dimenticando totalmente cosa siamo e finendo per fortificare ciò che in realtà porta all’autodistruzione. La presunzione e la convinzione di possedere un’intelligenza ad uso esclusivo, ci ha condotti verso una totale ed assoluta ignoranza. “I migliori mezzi utilizzati nel peggiore dei modi”. Ci arroghiamo la presunzione di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato non solo per noi ma, per tutto ciò che ci circonda.Padroni di un sistema che ci è dato solo in prestito, credendo al contrario di detenerlo abbiamo spartito i territori attraverso confini e dettando regole che spesso contravvengono alle leggi della natura. L’ossessione perentoria al “miglioramento” dello stile di vita, soprattutto economico, ci ha allontanati dalle origini, da ciò che era il rispetto verso un ambiente che ci ospita e di conseguenza verso noi stessi, verso i nostri simili e verso chi, per propria natura, è completamente diverso dall’essere umano. Invasivi come un cancro, abbiamo e stiamo scarnificando un sistema senza porci alcuna domanda, perché porsi delle domande complica un sistema apparentemente, perfetto, di sfruttamento e di comodità apparenti. Ci siamo trasformati in un virus letale che se non combattuto finirà per uccidere tutto quello che lo circonda, tutto ciò che è natura, tutto ciò che è fondamentale per la sopravvivenza. È questo l’incipit di “I’m nature but I forgot it”, progetto nato dall’incontro tra Angelo Gallo e Lucy Mey, fondatori del collettivo d’arte Camera 237, e il fotoreporter Oreste Montebello, a cura di Marilena Morabito con l’aiuto e la partecipazione di Stefano Milazzo, Marco Stefanelli, Jaqueline Gisele Rodriguez, Martina Parretta, Alberto Criscione, Angela di Blasi e Vincenzo Zicaro dando il via al loro disegno che vedrà il suo completamento nel periodo compreso fra luglio e dicembre 2019. I’m Nature era già partito in fase sperimentale nel 2018 con una prima installazione al Face Fastival di Reggio Calabria, e diventerà in questa fase centrale una “Call for humans”,una vera e propria chiamata per essere umani, uomini e donne sensibili al tema della natura e dell’ambiente.Questi ultimi potranno essere protagonisti della performance durante la serata di apertura o in eventi satellite, che si svolgeranno fra ottobre e novembre. I performer che parteciperanno, come chiunque voglia sposare gli stessi principi e la stessa voglia di denuncia del collettivo e prendere parte ad “I’m Nature”, diventeranno parte di Camera 237.

Cos’è I’M NATURE?

I'm nature camera 237 Matera 2019 Angelo Gallo Lucy Mey Oreste Montebello Marilena Morabito

 

Consiste nel mettere in atto alcune performance e nella realizzazione di un’installazione sensoriale che punta verso una sensibilizzazione dell’uomo nei confronti della natura tramite la percezione dei sensi conducibili a quattro macro aree che sono :

  • allevamento intensivo
  • inquinamento causato da plastiche o da produzioni industrali
  • inquinamento acustico ed onde elettromagnetiche 

E’ composta da un nucleo centrale dove vede protagonista il nuovo Eden, un paradiso artificiale contemporaneo. All’interno è posizionato un albero su un prato finto al centro di una cupola di plexiglass, del tutto artificiale, produce frutti già confezionati. Al di fuori della cupola si innalzano 8 totem, 4 statici, con foto, e 4 dinamici, con la proiezione di video d’arte, tutti e 8 riconducibili alle quattro macro aree. Ogni totem, presa singolarmente, è un’opera a sè. La percezione dei sensi è data non solo dalla visione dei totem ma anche dall’ascolto di un suono nell’ambiente che va a stimolare per ricreare quella sensazione di luogo ideale della riflessione di una visione comune. In più verranno messe a disposizione delle mele dal gusto artefatto per chiunque voglia provarle.

I'm nature camera 237 Matera 2019 Angelo Gallo Lucy Mey Oreste Montebello Marilena Morabito

I'm nature camera 237 Matera 2019 Angelo Gallo Lucy Mey Oreste Montebello Marilena Morabito

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